IL 23 Luglio, alle ore 9.30 la comunità accademica si è riunita in presidio in Piazzale Aldo Moro durante l’Assemblea Generale della CRUI. Alle 12.30 una nostra delegazione è stata ricevuta dalla CRUI per confrontarsi sulle istanze che ricercatori, dottorandi e studenti portano avanti dall’inizio della crisi sanitaria per l’emergenza COVID19. Questo periodo di crisi pandemica ha aggravato la condizione già precaria del sistema universitario nazionale: sono decenni che l’università pubblica riceve sempre meno risorse dai governi, che vengono redistribuite in modo tale da creare atenei di serie A e atenei di serie B. Vista l’indisponibilità del Ministro Manfredi al confronto con tutte le componenti del mondo accademico e la recente approvazione “salvo intese” del DL “semplificazione” che incentiva l’autonomia differenziata fra gli atenei disarticolando di fatto il sistema pubblico universitario nazionale, abbiamo ritenuto necessario costruire delle proposte alternative per la fase del rilancio e della ripartenza. Durante l’incontro con la CRUI la nostra delegazione ha riportato le istanze riportate nel nostro appello (aggiungere link all’appello).

All’incontro, avvenuto intorno alle 13, hanno partecipato il Presidente della CRUI, il Professor Ferruccio Resta e il Professor Eugenio Gaudio, Rettore di Sapienza ed un rappresentare per ogni organizzazione promotrice. Dopo aver sottolineato da ambo le parti l’importanza di coinvolgere ogni elemento della comunità accademica nelle decisioni che vengono prese in materia a livello governativo, il Professor Resta e il Professor Gaudio hanno preso atto delle richieste provenienti da studenti e precari, prendendo l’impegno di sostenerne alcune nelle sedi opportune.

In particolare, segnali di apertura sono stati mostrati sulla questione dell’aumento della proroga retribuita a sei mesi per i dottorandi all’ultimo anno e degli anni successivi, così come per altre figure precarie quali assegnisti e borsisti di ricerca. Inoltre, hanno ribadito la necessità di una ripresa delle lezioni in presenza ed il consolidamento della copertura economica per la no tax area anche per gli anni successivi. Ancora distanti le posizioni riguardo la sospensione della VQR, l’abolizione delle tasse universitarie e il potenziamento delle forme di sostegno al reddito fuori dai periodi di occupazione.

 In conclusione, come primo passo riscontriamo segnali positivi, ma senza un reale coinvolgimento delle parti sociali più colpite da questa crisi ed un investimento cospicuo e strutturale al sistema universitario i nodi torneranno al pettine. E noi nelle piazze.

 

 Flc- Cgil

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