La Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie arriva alla trentunesima edizione. Un traguardo importante che testimonia il lavoro portato avanti negli anni da associazioni, scuole e realtà sociali, unite in un percorso comune di cambiamento dei territori nel segno della rete di Libera.
Da alcuni anni questa ricorrenza è riconosciuta ufficialmente anche dallo Stato italiano grazie alla legge n. 20 dell’8 marzo 2017, che ne ha sancito il valore civile e istituzionale. Il 21 marzo è oggi una giornata di riflessione e incontro, arricchita soprattutto dalla presenza dei familiari delle vittime innocenti delle mafie, che portano testimonianze e storie capaci di mantenere viva la memoria.
Questa ricorrenza rappresenta allo stesso tempo un momento di bilancio e un nuovo punto di partenza. Al centro della riflessione c’è la figura della vittima come persona e il diritto fondamentale alla verità, un principio che riguarda non solo i familiari ma l’intera società. La verità, infatti, è un valore pubblico essenziale, indispensabile per uno Stato che voglia dirsi realmente democratico.
L’edizione 2026 si svolgerà a Torino, coinvolgendo l’intero territorio del Piemonte. La scelta richiama una città che ha avuto un ruolo importante nello sviluppo dell’impegno antimafia e della rete associativa. Proprio a Torino nel 1993 nasce il mensile Narcomafie, oggi lavialibera, promosso dal Gruppo Abele per approfondire e raccontare le dinamiche delle organizzazioni mafiose e dei traffici illegali. Nello stesso anno Gian Carlo Caselli partì da qui per assumere l’incarico di procuratore capo a Palermo dopo le stragi mafiose, ruolo che avrebbe ricoperto fino al 1999.
Torino è una città segnata da una forte tradizione di impegno civile e sociale. Qui sono nate esperienze importanti come il Gruppo Abele e il Sermig, e qui si collocano vicende che hanno segnato la memoria collettiva, come l’assassinio del procuratore Bruno Caccia. Accanto alla sua storia industriale, il territorio piemontese ha espresso negli anni una forte partecipazione civica, con radici profonde nel movimento sindacale, nel movimento femminista e nelle mobilitazioni pacifiste.
Oggi Torino vive una fase complessa, segnata da disuguaglianze sociali e fragilità, ma resta anche un luogo ricco di energie culturali e solidali. La Giornata del 2026 vuole valorizzare queste risorse, rileggere i cambiamenti del territorio e rilanciare un impegno collettivo capace di costruire una società più giusta e libera.
In preparazione alla ricorrenza è stato avviato anche un percorso formativo rivolto a scuole e associazioni. L’obiettivo è rafforzare il lavoro educativo sulla memoria e sul rapporto tra le storie delle vittime innocenti delle mafie, la difesa dei diritti e la partecipazione civica.
Il percorso richiama lo slogan scelto per questa edizione, “Fame di verità e giustizia”, che richiama la piattaforma politica presentata da Libera nel maggio 2025 in occasione dei trent’anni dell’associazione. La parola “fame” viene utilizzata per indicare un bisogno collettivo di verità e responsabilità, necessario per contrastare le ingiustizie sociali e le privazioni di diritti che le mafie continuano a produrre.
Quest’anno l’iniziativa coinvolge non solo il mondo della scuola ma anche l’ampia rete associativa di Libera, con l’obiettivo di realizzare attività che possano avere una ricaduta concreta sui territori e sulle comunità locali.
Le classi e i gruppi che parteciperanno al percorso segnaleranno alla segreteria territoriale del 21 marzo l’area tematica scelta. In base alla preferenza indicata verrà assegnata la storia di una vittima innocente delle mafie, collegata al tema selezionato, che diventerà uno strumento di studio e rielaborazione critica per studenti e studentesse.
La proposta educativa prevede schede tematiche sintetiche, accompagnate da spunti di riflessione e suggerimenti di attività. Sono inoltre disponibili linee guida per insegnanti ed educatori, con materiali di approfondimento e riferimenti bibliografici utili a organizzare i laboratori. Le indicazioni sono pensate come strumenti flessibili, adattabili ai diversi contesti educativi.
Per la manifestazione del 21 marzo 2026 è stato scelto anche un simbolo: la formica. Questo animale rappresenta l’idea di comunità e condivisione. La formica, infatti, conserva il cibo non solo per sé ma anche per il formicaio, a beneficio di tutte le altre. Un’immagine che richiama l’idea di responsabilità collettiva e di impegno condiviso.
Le aree tematiche del percorso educativo
Le aree tematiche proposte sono:
- Diamo linfa al bene – Il valore educativo dei beni confiscati alle mafie
- Il diritto alla verità – Un diritto della comunità
- Il gioco d’azzardo – Tra illusione e realtà
- L’anticorruzione – Come processo comunitario e partecipato
Questi temi sono pensati per stimolare percorsi di riflessione capaci di abbracciare diverse sfaccettature della realtà. Le scuole di ogni ordine e grado potranno sviluppare progetti interdisciplinari e collettivi, integrandoli nei piani formativi già esistenti.
Allegati
- Scarica la proposta formativa
- Area Tematica 1: Diamo Linfa al bene
- Area tematica 2: il diritto alla verità
- Area tematica 3: il gioco d’azzardo
- Area tematica 4: l’anticorruzione
E!State Liberi! per le scuole: i campi di formazione sui beni confiscati alle mafie
Clicca sul link per accedere a tutte le informazioni relativi ai campi estivi di Libera.


