AFAM: al via le nuove procedure concorsuali a tempo indeterminato per docenti e personale tecnico-amministrativo

docenti AFAM 205 bis

Con la nota n. 13499 del 6 novembre 2025, il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha fornito le attese indicazioni operative per i concorsi e le procedure di mobilità del personale docente e tecnico-amministrativo del settore AFAM, relative al budget assunzionale 2025. Si tratta di un passaggio fondamentale per l’avvio del reclutamento secondo quanto previsto dal D.P.R. 83/2024, anche se – come ricorda il Ministero – il decreto del Consiglio dei Ministri che autorizza le assunzioni non è ancora stato adottato, nonostante l’anno accademico sia già iniziato.

Dal 10 novembre 2025, le istituzioni AFAM potranno pubblicare i bandi per i concorsi a tempo indeterminato del personale docente, previa adozione dei propri regolamenti interni. Tuttavia, ogni bando dovrà riportare l’esplicita clausola che subordina l’efficacia della procedura all’adozione del DPCM autorizzatorio, come previsto dall’art. 3, comma 2 del D.P.R. 83/2024. In questa fase, sul Portale Anagrafiche AFAM verrà attivato il “semaforo giallo”, che permetterà la pubblicazione dei bandi, ma la stipula dei contratti potrà avvenire solo con il “semaforo verde” del MUR, ossia dopo il via libera ufficiale.

Potranno partecipare alle selezioni solo i docenti inseriti nelle graduatorie nazionali a pieno titolo e coloro che hanno superato un concorso pubblico selettivo finalizzato all’inclusione nelle graduatorie di istituto, a condizione che abbiano almeno tre anni accademici di insegnamento (anche non consecutivi) negli ultimi otto anni presso le istituzioni AFAM o nei corsi riconosciuti dal D.P.R. 212/2005 e dal D.M. 249/2010.

Tra le principali indicazioni operative, la nota specifica che le procedure potranno essere bandite anche in forma congiunta tra più istituzioni, generando una graduatoria unica. Le commissioni esaminatrici saranno composte dal direttore dell’istituzione, o da un suo delegato, e da due docenti di altre istituzioni appartenenti allo stesso settore artistico-disciplinare o affini, scelti tramite sorteggio tra almeno sei nominativi. Le prove d’esame prevedono fino a 75 punti complessivi, mentre ai titoli artistici, culturali e professionali potranno essere attribuiti al massimo 25 punti. L’idoneità si consegue con almeno 60 punti su 100, di cui 50 nelle prove. Tutte le procedure dovranno concludersi entro il 28 febbraio 2026, con la pubblicazione delle graduatorie definitive.

I bandi, a pena di nullità, dovranno essere pubblicati sul portale InPA, su Afam Bandi e sui siti istituzionali delle singole accademie o conservatori. La mancata pubblicazione su Afam Bandi comporterà l’impossibilità di utilizzare il budget assunzionale per le immissioni in ruolo.

Per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo, la nota ricorda che i concorsi potranno essere avviati solo dopo la conclusione delle procedure di mobilità obbligatorie, come stabilito dall’art. 14, comma 4 del D.P.R. 83/2024. Solo i posti rimasti vacanti a seguito di tali procedure potranno essere coperti con nuove assunzioni. Anche in questo caso sarà possibile bandire concorsi congiunti tra più istituzioni, con graduatorie comuni. Le commissioni giudicatrici dovranno essere costituite in conformità al d.lgs. 165/2001 e al D.P.R. 487/1994, e i bandi dovranno indicare chiaramente i profili professionali richiesti, i titoli di studio necessari e le prove d’esame, riservando almeno il 90% del punteggio complessivo alle prove, che dovranno includere una prova pratica per i profili tecnici.

Secondo la FLC CGIL, l’intero processo è segnato da ritardi ingiustificabili e da una gestione che rischia di riportare il settore a dinamiche del passato, nonostante gli anni di crescita e professionalizzazione del comparto AFAM. Il sindacato sottolinea la necessità di un intervento ministeriale più incisivo, capace di garantire trasparenza e uniformità nelle procedure, evitando eccessi di discrezionalità che potrebbero compromettere l’equità dei concorsi.

La FLC CGIL chiede inoltre di separare chiaramente i processi di mobilità e reclutamento, per evitare sovrapposizioni e garantire il corretto utilizzo dei posti disponibili. Il sindacato ribadisce infine che la mobilità nel settore AFAM deve tornare a essere materia di contrattazione nazionale, nell’ottica di ridurre il precariato strutturale e di assicurare una gestione coerente e meritocratica delle assunzioni a tempo indeterminato.

Condividi

Più forti, insieme

Prendi parte, iscriviti alla CGIL

Per restare aggiornati

La newsletter della Conoscenza

Canali di gruppo

Resta aggiornato con i canali Whatsapp e Telegram per ATA, Primaria e Infanzia, Secondaria I e II grado e Docenti a tempo determinato.

Torna in alto