Comitato scientifico Istat: una partenza difficile tra vincoli e regole restrittive

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Dopo mesi di attesa e diversi annunci, l’Istat ha finalmente pubblicato la delibera che dà il via alla prima elezione del Comitato scientifico dell’Istituto, prevista per il 4 dicembre 2025. Tuttavia, secondo la FLC CGIL, la procedura parte “zoppa”, con troppe limitazioni alle candidature che rischiano di compromettere la rappresentatività dell’organo.

La norma di riferimento, il Dlgs 218/2016, impone a ogni ente di ricerca la costituzione di un Comitato scientifico, ma l’Istat è tra i pochi che ancora non lo avevano istituito. Il nuovo Statuto prevede che solo i ricercatori e tecnologi di livello I-III possano votare e candidarsi, con un rappresentante eletto per ciascuna categoria. La FLC CGIL contesta questa impostazione, ritenendo che l’attività di ricerca coinvolga anche il personale dei livelli IV-VIII, e chiedendo quindi un’elezione più inclusiva.

La delibera pubblicata il 21 ottobre 2025 impone però requisiti molto stringenti, non previsti da alcuna norma o regolamento interno. Potranno candidarsi solo coloro che:
– abbiano almeno dieci anni di esperienza scientifica nei settori di ricerca Istat;
– abbiano pubblicato un numero minimo di lavori su riviste indicizzate Scopus (10 per i ricercatori e 4 per i tecnologi);
– abbiano partecipato ad almeno un progetto di ricerca nazionale o internazionale;
– non ricoprano incarichi dirigenziali o sindacali.

Per la FLC CGIL, queste condizioni rischiano di escludere gran parte dei potenziali candidati, restringendo la partecipazione a una minoranza. Inoltre, l’uso del database Scopus viene giudicato un criterio arbitrario e discriminante, poiché non tutti i settori dell’Istat vi fanno riferimento. Anche la durata per la presentazione delle candidature – solo otto giorni – è ritenuta insufficiente per garantire un’adeguata partecipazione.

Un aspetto positivo, sottolinea il sindacato, è l’introduzione del voto telematico, una richiesta accolta che potrà facilitare la partecipazione del personale. Le votazioni si svolgeranno in un’unica giornata, dalle 9:30 alle 16:30 del 4 dicembre 2025.

Nonostante questo passo avanti, la FLC CGIL evidenzia che le troppe restrizioni rischiano di compromettere la validità dell’intero processo, aprendo la strada a possibili contestazioni. Inoltre, la procedura non contempla alcun riferimento alla parità di genere, un elemento ormai consolidato in altre realtà della ricerca pubblica.

Il sindacato chiede quindi che vengano eliminati i requisiti più limitanti (in particolare quelli previsti dall’art. 3, comma 2, lettere b, c e d) per consentire una più ampia partecipazione e garantire che i due rappresentanti eletti possano operare con reale legittimazione e rappresentatività.

Per la FLC CGIL Istat, solo un Comitato scientifico davvero inclusivo potrà contribuire alla crescita dell’Ente e al rafforzamento dell’autonomia della ricerca pubblica.

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