Esame di maturità per il secondo ciclo 2025/2026: rese note le discipline della seconda prova e dell’orale

Il 30 gennaio sono state pubblicate, attraverso il motore di ricerca dedicato, le discipline della seconda prova scritta e quelle affidate ai commissari interni ed esterni delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo per l’anno scolastico 2025/2026. In attesa del decreto ministeriale di riferimento, la FLC CGIL propone una sintesi delle principali novità introdotte dalla recente riforma.

Per quanto riguarda l’ammissione, restano centrali i requisiti relativi alla valutazione del comportamento e al profitto nelle discipline. Con un voto inferiore a sei decimi non si è ammessi all’esame; con sei decimi, invece, il consiglio di classe assegna un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale da discutere al colloquio. È inoltre richiesta una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna materia, la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale (salvo deroghe motivate), la partecipazione alle prove Invalsi nell’ultimo anno e alla Formazione Scuola Lavoro, che sostituisce i precedenti PCTO.

Cambia anche la composizione delle commissioni. È prevista una commissione ogni due classi, composta da un presidente esterno, due commissari esterni e due interni, individuati secondo le aree disciplinari definite con apposito decreto. Per la correzione delle prove scritte devono essere presenti due commissari per ciascuna area, umanistica e scientifico-tecnica, secondo quanto stabilito dalla riforma.

Sulla validità dell’esame interviene l’articolo 17, comma 2 bis, del decreto legislativo 62/2017, che prevede che l’esame sia considerato valido solo se il candidato ha sostenuto regolarmente entrambe le prove scritte nazionali e il colloquio orale. La disposizione mira a evitare comportamenti come la “scena muta” al colloquio, anche se la formulazione normativa risulta meno chiara rispetto a quanto esplicitato nella relazione tecnica di accompagnamento.

Dal 2025/2026 cambia anche il colloquio orale, che si svolgerà esclusivamente sulle quattro discipline individuate dal Ministero. La Formazione Scuola Lavoro assume un ruolo coerente con la funzione orientativa dell’esame, valorizzando esperienze utili allo sviluppo di competenze trasversali e alle scelte post-diploma, mentre non viene previsto un analogo approfondimento per il proseguimento degli studi universitari.

Sul piano della valutazione si riduce l’integrazione per merito: per chi raggiunge almeno 90 punti complessivi tra crediti e prove, la commissione potrà attribuire fino a tre punti aggiuntivi, non più cinque. Restano invece ferme le specifiche disposizioni per gli istituti professionali, che continuano ad applicare la normativa vigente.

In merito al Curriculum dello studente, il Garante per la protezione dei dati personali, con parere del 18 dicembre 2025, ha chiarito che prima dell’esame le commissioni avranno accesso solo alle Parti I, II e III. La versione completa, comprensiva anche della sezione relativa agli esiti Invalsi, sarà resa disponibile ai diplomati nel servizio digitale E-Portfolio della Piattaforma Unica solo dopo il rilascio del diploma. Come già evidenziato dalla FLC CGIL, il Curriculum non costituisce parte integrante del diploma e la sua eventuale allegazione resta una scelta consapevole dello studente.

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