Tutti i lavoratori che hanno lasciato il servizio durante il 2022 e nelle annualità successive beneficeranno del ricalcolo della pensione e della liquidazione (TFR/TFS). Bisogna tuttavia distinguere le spettanze economiche: per chi è cessato dal rapporto di lavoro negli anni 2022 e 2023 non sono previsti arretrati contrattuali, mentre questi ultimi vengono regolarmente riconosciuti a coloro che hanno maturato il diritto al pensionamento dal 2024 in poi.
In linea con quanto avvenuto nei precedenti rinnovi, l’intero incremento tabellare previsto a regime dal nuovo accordo sarà recepito nella base di calcolo previdenziale. Gli uffici amministrativi hanno il compito di aggiornare la posizione economica dei dipendenti cessati e trasmettere i dati all’Inps attraverso la procedura cosiddetta dell’ultimo miglio, la quale prevede:
- il caricamento automatico delle nuove informazioni stipendiali e la conseguente riliquidazione dell’assegno senza che l’interessato debba presentare una domanda specifica.
Nonostante l’automatismo della procedura, il pensionato può comunque decidere di sollecitare l’aggiornamento avvalendosi del Patronato o del Sindacato Pensionati. Nel caso in cui si verifichino lungaggini burocratiche o ritardi evidenti nell’adeguamento delle somme, è possibile inoltrare una diffida formale all’Amministrazione per tutelare i propri diritti, come già sperimentato con successo per il triennio contrattuale precedente.
Per ricevere una consulenza mirata o chiarimenti sulla propria posizione, suggeriamo di contattare le nostre sedi sul territorio.

