La FLC CGIL Roma Centro Ovest Litoranea esprime forte preoccupazione per quanto accaduto al Liceo Artistico Ripetta in merito alla “Settimana dello Studente”. Il programma delle attività, regolarmente approvato dal Consiglio d’Istituto il 18 febbraio 2026, è stato arbitrariamente mutilato dalla Dirigente Scolastica, Annunziata Iacolare, che ha disposto la cancellazione di alcuni laboratori richiamando una presunta “mancanza di contraddittorio” e la necessità di garantire il pluralismo.
I temi censurati — antifascismo, analisi del quesito referendario, decreto sicurezza, arte palestinese, sionismo e antisessismo — rientrano pienamente nella funzione educativa della scuola pubblica e nel diritto alla libera discussione degli studenti.
È bene ricordare che una deliberazione del Consiglio d’Istituto può essere modificata esclusivamente attraverso una nuova deliberazione dello stesso organo. L’autonomia dirigenziale non può e non deve sostituirsi alla collegialità. La gestione unitaria dell’istituzione scolastica deve esercitarsi nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, non in loro surroga.
Inoltre, la richiesta di firmare “verbali di intesa” con la sola componente studentesca, al di fuori di una seduta formale dell’intero Consiglio, rappresenta una procedura priva di fondamento nell’ordinamento scolastico, che appare quasi come un tentativo di pressione impropria sui rappresentanti degli studenti.
Il contraddittorio non è un obbligo giuridico automatico per ogni attività culturale. Chi lo impone nello scuole lo fa strumentalmente. Se così fosse, ogni approfondimento storico o sociale subirebbe un effetto paralizzante.
Si arriva all’assurdo logico e civile: secondo questa interpretazione, per commemorare o discutere della morte ingiusta di uno studente ucciso per mano fascista, sarebbe necessario invitare al tavolo della discussione gli stessi assassini o chi ne rivendica l’ideologia.
Questa visione trasforma la scuola da luogo di analisi critica a spazio di “neutralizzazione” della storia. Affermare che temi considerati “divisivi” debbano essere cancellati significa abdicare alla missione educativa.
L’Antifascismo non è negoziabile. L’antifascismo non è una “posizione ideologica” tra le tante, soggetta a bilanciamento o par condicio. È il principio fondativo della nostra Repubblica e dell’ordinamento costituzionale. Trattarlo come una materia da “equilibrare” con tesi opposte significa alterarne profondamente il valore giuridico e storico. Il pluralismo si garantisce ampliando il confronto, non sopprimendo iniziative già legittimamente deliberate.
La FLC CGIL Roma COL chiede il pieno ripristino delle prerogative degli Organi Collegiali e il rispetto della partecipazione studentesca. La scuola pubblica è un luogo di formazione critica, non uno spazio amministrativamente sterilizzato dal conflitto culturale.

