È stato registrato dagli organi di controllo il decreto interministeriale che definisce gli organici dei dirigenti scolastici e dei DSGA per il triennio 2027-2030, confermando quanto anticipato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ultima informativa alle organizzazioni sindacali. Il provvedimento stabilisce il numero delle istituzioni scolastiche e la loro ripartizione tra le Regioni, secondo quanto previsto dalla normativa sul dimensionamento della rete scolastica.
Durante il confronto con i sindacati, il Ministero aveva espresso la volontà di mantenere stabile l’attuale assetto degli organici, evitando nuovi tagli nel triennio 2027-2030. L’informativa trasmessa il 14 luglio conferma questo orientamento attraverso il decreto interministeriale n. 118 del 25 giugno 2026, adottato anche in assenza dell’intesa in Conferenza Unificata.
Il decreto recepisce gli effetti delle modifiche introdotte nel 2025, che avevano portato le istituzioni scolastiche funzionanti da 7.309 a 7.389 per l’anno scolastico 2026/2027. Per effetto del nuovo provvedimento, il numero resterà fermo a 7.389 negli anni scolastici 2027/2028 e 2028/2029, mentre nel 2029/2030 scenderà a 7.381, con una riduzione di otto istituzioni scolastiche distribuite tra Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Sicilia.
Per la FLC CGIL, questi dati non modificano il giudizio negativo sul piano di dimensionamento previsto dalla legge di bilancio 2023. Dall’anno scolastico 2022/2023 al 2026/2027 il numero delle istituzioni scolastiche passerà infatti da 8.136 a 7.389, con un taglio complessivo di 747 scuole. Una riduzione che, secondo il sindacato, incide non solo sugli organici di dirigenti scolastici e DSGA, ma anche su tutto il personale della scuola, aggravando le condizioni di lavoro e alimentando il contenzioso aperto in diversi territori.
La FLC CGIL ribadisce che razionalizzare la rete scolastica non significa ridurre scuole e posti di lavoro, ma garantire un servizio di qualità. Per questo ritiene necessario assicurare stabilità alle istituzioni scolastiche, rafforzare la direzione amministrativa e didattica, migliorare le condizioni dell’insegnamento anche attraverso la riduzione del numero di alunni per classe, valorizzare il personale ATA e procedere alle assunzioni su tutti i posti disponibili, andando oltre il semplice turn over.