Riforma dell’istruzione tecnica: corsa contro il tempo del MIM sugli organici 2026/2027, la FLC CGIL chiede di fermarsi

Riforma degli Istituti Tecnici: impatti su curricolo, orari e classi di concorso

Si moltiplicano le segnalazioni di convocazioni urgenti dei collegi docenti negli istituti tecnici, spesso su impulso degli uffici scolastici regionali e territoriali. Le riunioni riguardano anche scuole che avevano già deliberato i nuovi curricoli prima della nota 1397 del 19 marzo 2026 e che ora sono chiamate ad applicarne i criteri, con effetti diretti sulla definizione dell’organico docente per l’anno scolastico 2026/2027.

La FLC CGIL aveva già contestato il ritardo nella pubblicazione della nota rispetto alle operazioni sul sistema SIDI, giudicandola comunque insufficiente sul piano operativo. Secondo il sindacato, le indicazioni non garantiscono la tenuta degli organici e non escludono il rischio di soprannumeri nelle scuole e di esuberi a livello provinciale, creando incertezza per il personale.

A rendere ancora più critica la situazione è l’assenza del decreto ministeriale sulle classi di concorso, su cui si attende il parere del CSPI, e la mancanza delle linee guida per la fase di transizione. Senza questi strumenti, i collegi non dispongono di informazioni complete e non possono sapere come saranno attribuite le discipline né quali effetti si produrranno nel tempo, con il rischio di ulteriori modifiche attraverso successive indicazioni ministeriali.

In questo quadro, le scuole si trovano costrette a deliberare senza piena consapevolezza, in presenza di possibili conflitti tra classi di concorso per l’assegnazione delle ore. I collegi docenti sono chiamati a prendere decisioni importanti senza conoscere le ricadute sull’intero percorso quinquennale, con evidenti criticità sul piano organizzativo e didattico.

Per queste ragioni la FLC CGIL chiede al ministro Valditara di fermare il processo e di prevedere lo slittamento della riforma all’anno scolastico 2027/2028, così da consentire un confronto reale e un ripensamento complessivo dell’assetto dell’istruzione tecnica. Il sindacato ribadisce la necessità di tutelare diritti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e annuncia il ricorso a tutte le forme di mobilitazione utili al raggiungimento di questo obiettivo.

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