Prosegue il percorso per il rinnovo del CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca. Nella giornata del 24 marzo 2026 si è svolto un nuovo incontro presso l’Aran, con l’obiettivo di definire un accordo economico che permetta di distribuire integralmente gli aumenti disponibili sugli stipendi tabellari. Una linea che accoglie le richieste avanzate dalla FLC CGIL, che continua a sollecitare anche ulteriori risorse nel corso del triennio. Il tavolo negoziale tornerà a riunirsi il 1° aprile.
In apertura, l’Aran ha illustrato una proposta che prevede una prima fase concentrata sugli aspetti economici, seguita successivamente da un confronto dedicato alla parte normativa. In questo contesto è stata presentata una bozza di contratto con le tabelle dettagliate degli aumenti retributivi, suddivise per i diversi ambiti: scuola, università, ricerca e Afam.
Un elemento rilevante riguarda le risorse stanziate: rispetto al precedente contratto 2022-2024, non sottoscritto dalla FLC CGIL e caratterizzato da un forte scostamento tra inflazione e aumenti salariali, questa volta i fondi risultano coerenti con l’andamento inflattivo previsto per il triennio 2025-2027. La proposta dell’Aran prevede inoltre di destinare circa il 95% delle risorse agli stipendi tabellari, lasciando il restante 5% alle indennità fisse e continuative.
Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, per la scuola si ipotizza un aumento medio mensile di circa 130,7 euro (5,9%) sugli stipendi tabellari, a cui si aggiungono ulteriori 5,5 euro medi (2,6%) destinati alle indennità, per un totale di circa 136 euro al mese. Per il personale Ata è prevista anche una quota una tantum di circa 100 euro, derivante dal rinvio dell’applicazione del nuovo ordinamento professionale.
Per il settore universitario, l’incremento medio previsto è di circa 124 euro mensili (6,3%), con un ulteriore adeguamento dell’indennità di ateneo a partire dal 2027. Nel comparto ricerca, invece, si prevede per ricercatori e tecnologi un aumento di circa 225 euro mensili (pari al 5.5%), accompagnato da un piccolo incremento dell’indennità professionale. Il personale tecnico-amministrativo potrà contare su circa 125 euro in più al mese (pari a circa il 5.9%), oltre a un incremento annuale delle indennità.
Anche per l’Afam sono previsti aumenti significativi: circa 161 euro mensili (pari a circa il 6%) per il personale docente e ricercatore, mentre per il personale tecnico-amministrativo l’incremento medio si attesta intorno ai 125 euro mensili (pari a circa il 5.9%), con ulteriori miglioramenti su diverse indennità, tra cui CIA, RPD e retribuzioni di posizione.
Durante il confronto, la segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha espresso apprezzamento per la scelta di utilizzare quasi tutte le risorse disponibili per sostenere gli stipendi, sottolineando come ciò rappresenti una tutela importante contro l’inflazione. Tuttavia, ha ribadito la necessità di prevedere finanziamenti aggiuntivi, già a partire dalla prossima legge di bilancio, per valorizzare realmente tutte le professionalità e ridurre il divario retributivo rispetto ad altri comparti della pubblica amministrazione.
Particolare attenzione è stata posta al settore scuola, dove si evidenzia l’urgenza di rafforzare le retribuzioni più basse, soprattutto per il personale Ata. Tra le richieste storiche figurano l’introduzione dei buoni pasto, il recupero di alcuni scatti stipendiali, il miglioramento delle indennità e un aumento dei compensi per le attività aggiuntive. Tutti interventi che richiedono però nuove risorse economiche.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la proposta di estendere il buono pasto alle giornate di lavoro agile, in linea con quanto già avviene in altri settori del pubblico impiego. Inoltre, è stata avanzata la richiesta di utilizzare integralmente le risorse non spese nel precedente rinnovo contrattuale, soprattutto nel comparto ricerca.
Un altro punto centrale riguarda la necessità di introdurre un meccanismo che consenta di recuperare eventuali differenze tra inflazione prevista e inflazione reale, così da evitare una perdita di potere d’acquisto per i lavoratori.
Al termine del confronto, l’Aran si è impegnata a presentare una nuova proposta aggiornata, comprensiva di tabelle riviste, utile per valutare la possibile sottoscrizione dell’accordo. Il negoziato proseguirà nel prossimo incontro già fissato per il 1° aprile, momento che potrebbe rivelarsi decisivo per l’evoluzione della trattativa.

