Sottoscrizione definitiva della figura del tecnologo a tempo indeterminato dell’Università

Il MUR si impegna a preservare le università telematiche
La FLC ha perseguito il principio di inclusività all’interno del Contratto Nazionale, riuscendo a creare un contesto normativo che ha favorito la valorizzazione di questo personale universitario.

Il 24 febbraio 2026 segna un passaggio storico per il riconoscimento del tecnologo a tempo indeterminato nel settore universitario. In quella data, presso l’ARAN, è stata firmata in via definitiva la sequenza contrattuale collegata al CCNL 2019-2021, chiudendo un percorso atteso da anni e raggiungendo un risultato di grande rilievo per il personale interessato.

L’introduzione stabile di questa figura professionale è stata a lungo al centro delle piattaforme rivendicative della FLC CGIL. La richiesta è stata avanzata anche nella Commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale prevista dall’articolo 44 del CCNL 2016-2018 del Comparto Istruzione e Ricerca, che ha avviato la riforma dell’ordinamento professionale. Parallelamente, il sindacato ha sostenuto la necessità di un intervento normativo sia verso il Ministero dell’Università e della Ricerca sia nell’ambito dei lavori parlamentari sulla riforma del reclutamento.

Dopo un lungo confronto, nell’ottobre 2024 era stata siglata un’ipotesi di sequenza contrattuale dedicata al tecnologo a tempo indeterminato. Da quella prima firma, però, sono trascorsi sedici mesi segnati da attese e ritardi che hanno rallentato l’approvazione definitiva del testo, rendendo il percorso più complesso del previsto.

Resta ora centrale il ripristino della fase transitoria prevista dalla norma, scaduta a giugno 2025, che assicurava una riserva del 50% a favore di chi già svolgeva funzioni di tecnologo nei ruoli universitari e garantiva continuità ai tecnologi a tempo determinato. La FLC CGIL ha chiesto alle forze politiche di intervenire per prorogare questa misura e, nell’incontro del 28 gennaio con la Ministra, ha ribadito tale esigenza inserendola nel protocollo d’intesa sottoscritto.

La nostra organizzazione ha perseguito con determinazione il principio di inclusività nel Contratto Nazionale, costruendo un quadro normativo capace di valorizzare questo segmento del personale universitario. Tuttavia, il nodo delle risorse resta decisivo: senza un adeguato finanziamento del sistema universitario, ogni progetto di ampliamento degli organici e di riconoscimento delle professionalità, compreso il nuovo profilo, rischia di non trovare concreta attuazione.

Il finanziamento strutturale dell’università rappresenta dunque la priorità su cui continuerà la nostra iniziativa sindacale, affinché le conquiste contrattuali si traducano in diritti effettivi e opportunità reali per le lavoratrici e i lavoratori.

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