Di seguito il comunicato inviato al personale.
VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE ALL’ISTAT:
ANCORA TUTTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI
Resoconto dell’incontro del 18 novembre 2025 con il presidente Chelli
Articolo 15
L’incontro del 18 novembre ha visto la partecipazione iniziale di una folta delegazione di colleghe e colleghi collocate/i nelle graduatorie dell’art. 15 sia al I che al II livello in assemblea, che chiedevano risposte concrete alle richieste di scorrimento, dopo mesi di interlocuzioni. Il presidente non ha fornito un aggiornamento vero e proprio, sostenendo che è ancora aperto il dialogo sull’argomento con il ministro Zangrillo e con il ministero della Funzione Pubblica. Il direttore della DCRU ha spiegato che non ci sono i presupposti normativi, al momento, per lo scorrimento, visto che la norma del Decreto PA si riferisce solo alle graduatorie dal III al II livello e ai fondi appositamente stanziati, che sono già stati interamente utilizzati.
La FLC CGIL ha sottolineato le contraddizioni nella posizione dell’amministrazione (apparentemente più possibilista quella del presidente, meno quella del direttore del personale) e ribadito che le motivazioni di ordine giuridico/normativo sono superabili, visto che il tabù dello scorrimento delle graduatorie di selezioni interne è stato più volte infranto negli ultimi anni, in particolare sull’art. 15. L’Istat dovrebbe quindi fare un ragionamento serio sulle risorse che può investire, anche nel corso del tempo, e provvedere allo scorrimento di tutte le graduatorie. La proposta, come noto, è rafforzata dalle possibili variazioni nelle graduatorie (peraltro già prevedibili e previste) e dal contenzioso che si potrebbe generare.
Articolo 54
In apertura abbiamo chiesto aggiornamenti sulla procedura di certificazione dell’accordo sul 54. Il problema sarebbe “solo” il MEF, che al momento non ha ancora risposto. Abbiamo quindi chiesto di usare la norma contrattuale che prevede il “silenzio assenso” dopo 30 giorni, e oggi abbiamo inviato una diffida ad adempiere in tal senso. Il CCNL prevede infatti che dopo trenta giorni l’amministrazione possa procedere comunque alla firma dell’accordo anche senza il parere degli organi vigilanti. Entro venerdì deve uscire la delibera di scorrimento e subito dopo il nuovo bando: siamo già fuori tempo massimo!
Concorso III livello
Il direttore della DCRU Weber ha riferito sullo stato di (non) avanzamento delle procedure concorsuali al III livello. Negli scorsi mesi è stato necessario un “affinamento progressivo delle aree concorsuali” nel confronto tra e con i capi dipartimento.
I posti rimangono 100, divisi in 54 ricercatori e 46 tecnologi. I bandi saranno due, quindi sarà possibile fare domanda per una sola area per ciascun profilo. Non sarà prevista la prova preselettiva (unico elemento di novità che riteniamo positivo). Le aree concorsuali attualmente sarebbero quindi solo 5 per i ricercatori (erano 6 secondo la documentazione ricevuta a luglio) e rimarrebbero 8 per i tecnologi. Le modifiche non appaiono così dirimenti e non giustificano quindi 5 mesi di perdita di tempo. Peraltro non sembrano nemmeno condivisibili: ci è stato spiegato che seguirebbero una “ottica universitaria” e che ci sarebbe stato fornito il dettaglio in un’apposita informativa, che valuteremo.
Ci sarà una riserva per il personale interno pari al 20%, applicata su ciascuna area, e l’obiettivo (inderogabile?) dell’amministrazione è quello di far uscire il bando entro il 2025, così da non incorrere nella cosiddetta norma “taglia idonei”. Ricordiamo che in ogni caso dal 2026, a norme vigenti è previsto il turnover al 75%, a meno di interventi sulla legge di bilancio in discussione, sulla quale la CGIL ha indetto sciopero generale per il 12 dicembre.
Abbiamo (ri)chiesto l’inserimento di una clausola di salvaguardia salariale (assegno ad personam), ma è stato ribadito l’orientamento negativo da parte dell’amministrazione. Abbiamo chiesto infine conferma del mantenimento della deroga sulla tipologia di laurea per il personale interno (come avvenuto nei bandi precedenti all’Istat). Nei bandi di concorso del 2018 e in quelli del 2011 era presente questa frase: “Il personale in servizio presso l’Istituto è ammesso a partecipare al concorso anche se in possesso di un diploma di laurea diverso da quelli [sopra] specificati”. L’amministrazione ha risposto di non averci ragionato sopra.
Avere perso altri 6 mesi per modifiche tutto sommato marginali è una responsabilità grave dei vertici dell’Istituto.
Concorso VI livello
Secondo il direttore generale e il direttore del personale dopo la pubblicazione del concorso da III, sarà “immediatamente” avviata la lavorazione per quello da VI livello: argomento che al momento non è ancora stato affrontato dal comitato di presidenza. Anche in questo caso sarà necessario un “affinamento progressivo” delle aree concorsuali che occuperà mesi di discussioni?
Articolo 52 c. 1-bis
Alla delegazione della FLC CGIL ha partecipato una collega del gruppo dei “sottoinquadrati”.
Il direttore del personale Weber ha informato della richiesta di parere presentata dall’Istat all’Aran e alla Funzione Pubblica, volta all’inserimento delle procedure ex art. 52 c. 1-bis nel PIAO, dopo avere chiarito alcuni “dubbi” applicativi che l’Istat, studiando l’argomento, ha individuato e che riportiamo per come li abbiamo capiti.
- la possibilità di utilizzare i fondi non MUR per finanziare la riserva nei concorsi pubblici e/o le procedure comparative ex art. 52 c. 1-bis
- il fatto che la Ricerca non ha riformato l’ordinamento professionale rende praticabile la procedura prevista dall’art. 52 c. 1-bis e, se sì, solo internamente ai profili tecnico-amministrativi o anche verso i ricercatori/tecnologi?
- devono essere previsti titoli maggiori rispetto ai requisiti, come reciterebbe l’art. 52 c. 1-bis?
- se si attivasse l’art. 52 c. 1-bis con i fondi non MUR, per i profili di ricercatore/tecnologo potrebbero partecipare solo i funzionari di amministrazione o anche il personale tecnico in possesso del dottorato o della laurea più i tre anni di attività di ricerca/tecnologica?
Abbiamo chiesto il testo del parere e il presidente Chelli ha detto che non ci sono problemi a condividerlo con i sindacati. In ogni caso per come è stato illustrato ci sembra che alcune domande siano capziose o inutili. La procedura comparativa ex art. 52 c.1-bis si può applicare al nostro Ente, e si può fare anche per passare dai profili tecnico-amministrativi a quello di ricercatore/tecnologo, qualsiasi sia il “parere” dell’Aran: lo ha già fatto l’Istat con l’art. 22 e lo hanno già fatto altri enti di ricerca.
Sicuramente possono esserci dubbi interpretativi su come applicare la norma che consente di finanziarli con le “risorse non MUR”, ma non sul resto.
Attendiamo il testo della richiesta di parere per un’analisi più approfondita. Anche in questo caso però sembra che il risultato al momento sia un ulteriore rinvio di una decisione in merito.
IOS
L’unico elemento concreto che l’amministrazione ha ottenuto al momento è la norma beffarda della legge di bilancio, che consente di raddoppiare (o poco più) la misera IOS dei ricercatori e tecnologi dell’Istat. Come noto la FLC CGIL ha presentato i suoi emendamenti, raccolti da alcuni parlamentari, tra cui quello per togliere i limiti vincolanti all’aumento dell’indennità per oneri specifici, mentre l’Istat, come ha fatto sapere il presidente, ha intenzione di intervenire – forse non nella legge di bilancio ma in un altra norma – per adeguare le risorse attualmente previste dalla manovra. Abbiamo fatto presente che il ministro Zangrillo ha annunciato l’ennesimo “Decreto semplificazioni” per i prossimi giorni…
NULLA DI FATTO, O QUASI?
Abbiamo fatto notare che stiamo rischiando, a meno di un sussulto nelle prossime settimane, di arrivare a fine anno senza avere concretizzato nulla di quanto ipotizzato nel PIAO approvato a inizio anno e di quanto richiesto dai lavoratori. Non sono stati incrementati i fondi accessori in relazione alla riorganizzazione, non sono stati fatti (ancora) gli scorrimenti del 54, quelli del 53 sono ormai rinviati al 2026, non ci sono passi avanti reali sugli scorrimenti dell’articolo 15, né sull’art. 52 c. 1-bis per i sottoinquadrati, e non sono nemmeno stati pubblicati i bandi concorsuali previsti inizialmente nella prima parte dell’anno! L’unica misura visibile è la norma minimalista della legge di bilancio sulla IOS… è inevitabile che il personale sia insoddisfatto e lo manifesterà quindi ancora nei prossimi giorni!
Il direttore generale ha fatto notare che il budget 2026-2028 approvato dal Consiglio a ottobre prevederebbe un incremento delle spese per il personale. Non abbiamo trovato sulla Intranet il documento approvato. Ma leggendo invece il budget 2025-2027 si capisce che le spese per il personale sono scese da 134,5 a 133,7 milioni fra 2024 e 2025, prevedendo poi una risalita a 136,5 nel 2026 e 138,5 nel 2027. Il presidente ha auspicato la convocazione di un incontro dedicato alla lettura e alla spiegazione del bilancio dell’Istat ai sindacati con il capo servizio della Ragioneria.
Concludiamo citando le conclusioni dell’indagine (pubblicate proprio ieri sulla Intranet) sullo stress lavoro-correlato secondo la metodologia INAIL, che ha coinvolto 730 colleghe e colleghi delle sedi romane dell’Istat, in particolare fra le azioni di miglioramento suggerite riguardanti gli avanzamenti di carriera:
“Necessità di riconoscere formalmente, anche attraverso un sistema coordinato (omogeneo e trasversale a tutte le strutture) in maniera standardizzata con cadenza periodica le attività (ordinarie e straordinarie), titoli e incarichi svolti da parte di tutte le direzioni valevoli ai fini concorsuali. Prevedere nelle procedure concorsuali e di carriera aree e competenze specifiche valorizzanti il servizio e promuovere la progressione dei lavoratori sotto-inquadrati. Offrire a tutte le strutture e a tutti i lavoratori coinvolti l’opportunità di partecipare a task force, gruppi di lavoro, incarichi. Valorizzare maggiormente le attività e le tipicità che caratterizzano la struttura; aumentare la frequenza e la regolarità delle procedure concorsuali per l’avanzamento di carriera; valorizzare maggiormente l’anzianità di servizio; stabilire con largo anticipo e valorizzazione nei criteri del merito e della progressione di carriera; standardizzazione delle procedure e dei criteri concorsuali trasparenti, omogenei e stabili nel tempo; ampliare il numero dei concorsi e il numero delle posizioni con maggiori fondi e attraverso il potenziamento del coinvolgimento di tutte le rappresentanze del personale (es. CUG, Consigliere eletto, ecc.); ridurre i tempi di espletamento delle procedure concorsuali; introdurre linee guida con criteri standardizzati e oggettivi (es. anzianità) per una più congrua valutazione dei titoli e delle attività espletate; rendere omogenea tra direzioni le modalità di attribuzione delle responsabilità del personale per la crescita e la valorizzazione continua”.
FLC CGIL ISTAT, 19 novembre 2025

