Per garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori deve essere centrale il ruolo degli RLS, delle RSU e delle organizzazioni sindacali territoriali.

Il Protocollo sottoscritto al CNR, frutto dell’efficace confronto sviluppato con l’Amministrazione, rappresenta un importante risultato che declina i protocolli già sottoscritti dalle Segreterie generali confederali e dai Segretari generali delle relative categorie del pubblico impiego.

Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

Nel protocollo è sancito il ruolo fondamentale che avranno le organizzazioni sindacali territoriali, gli RLS e le RSU per definire, localmente, i piani di rientro. Si ribadisce con forza che la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente sono elementi prioritari da salvaguardare, e contestualmente sono definite, le condizioni per una graduale ripresa dell’attività lavorativa.

L’emergenza epidemiologica ci sta costringendo a ripensare una nuova, diversa organizzazione del lavoro. La Fase 1 è stata la fase della difesa, della prudenza, la fase del lockdown. La Fase 2, ufficialmente avviata con l’emanazione del DPCM del 26 aprile, dovrà essere la fase del coraggio, dove si convive con l’epidemia ma si riavvia il lavoro in sicurezza.  Le lavoratrici e i lavoratori del CNR che dal 18 maggio potranno gradualmente tornare nei laboratori e riprendere le attività sperimentali hanno il diritto che siano messe in atto tutte le procedure di sicurezza.

Al fine di garantire la tutela della salute sarà necessario vigilare affinché vengano attivate tutte le condizioni per garantire la tutela della salute dei dipendenti. Per rispondere a questa esigenza nel Protocollo è previsto il monitoraggio, con il coinvolgimento attivo degli RLS, delle RSU e delle organizzazioni sindacali territoriali per verificare gli effetti delle misure adottate.