Roma, 7 ottobre – “Se le indiscrezioni sull’Inchiesta Multiversity fossero confermate, sarebbe chiara la gravità di un’azione istituzionale che ha favorito le università telematiche con requisiti di docenza non verificati per anni e poi dimezzati, esami online illegittimi ma tollerati e verifiche finali in presenza puramente formali, che lasciano invariati i voti assegnati a distanza”. Così Gianna Fracassi, segretaria generale del sindacato della conoscenza della CGIL, commenta la notizia che la Procura di Napoli avrebbe aperto un’indagine per ipotesi di corruzione tra privati del gruppo Multiversity, guidato dal presidente Fabio Vaccarono e dall’ad Francesco Durante, in cui sembrerebbero emerse anche pressioni sulla ministra dell’Università Anna Maria Bernini per prorogare gli esami a distanza.
“La FLC CGIL è l’unica organizzazione sindacale ed uno dei pochi soggetti nell’università, che da diversi anni denuncia la deriva che i modelli di gestione profit stanno sviluppando nel sistema universitario italiano – continua Fracassi. Le prove online, la lesione della libertà di docenza sulla bibliografia per gli esami e le modalità di verifica, un numero di studenti spropositato per docente, la ripetuta forzatura delle normative su scatti stipendiali, regimi di impegno e inamovibilità dalla sede di servizio sono solo alcuni dei comportamenti che ledono qualità e profilo dei titoli universitari”.
“Proprio in parallelo alla nostra azione di denuncia e ad altre inchieste, si è sviluppata una campagna mediatica volta a sottolineare il presunto ruolo progressivo degli atenei telematici, che permetterebbero a settori sociali fragili di conquistare i titoli universitari. In realtà, lo spazio che si è creato per questi soggetti profit, è stato determinato dal radicale definanziamento degli atenei pubblici, dalla chiusura delle sedi distaccate e dei corsi serali e dal mancato sviluppo di corsi a distanza, ed oggi proprio l’azione delle telematiche rischia di segmentare e dequalificare l’intera formazione post-diploma – chiosa la segretaria della FLC.”
“Ci auguriamo che la magistratura prosegua ed estenda la sua azione, ma soprattutto che il mondo accademico e le istituzioni universitarie rompano finalmente il muro di silenzio sulla forzatura delle norme che circonda questi atenei”. Conclude Fracassi.

