La FLC CGIL Roma e Lazio informa le iscritte e gli iscritti, le lavoratrici e i lavoratori della comunità accademica che il TAR Lazio, Sezione Terza, con sentenza n. 12954/ ha accolto il ricorso proposto contro il giudizio di non abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di seconda fascia per il settore concorsuale 06/D6 “Neurologia”, annullando il provvedimento di non abilitazione e disponendo una nuova valutazione da parte di una Commissione in diversa composizione, con l’obbligo di formulare un giudizio chiaro, coerente e non contraddittorio.
La sentenza riconosce come il giudizio della Commissione ASN fosse viziato da un difetto assoluto di motivazione, per l’uso di formule apodittiche e tautologiche (“le pubblicazioni NON possono essere ritenute di qualità elevata”) prive di qualunque specificazione sulle ragioni del giudizio, dalla mancata valutazione analitica dei criteri previsti dal D.M. 120/2016 e dall’Allegato B (originalità, rigore metodologico, contributo al progresso della ricerca, impatto nella comunità scientifica), nonché da una evidente contraddittorietà tra il quadro complessivamente positivo riconosciuto al candidato (titoli, indicatori, collocazione editoriale in riviste Q1 e Q2, continuità della produzione scientifica) e la conclusione negativa finale, oltre che dalla sostanziale identità testuale dei giudizi individuali dei Commissari, sintomatica dell’assenza di una reale valutazione autonoma e di un’effettiva dialettica collegiale.
In un contesto nel quale la FLC CGIL denuncia da tempo l’uso eccessivo di formule stereotipate e generiche nei giudizi di abilitazione, la scarsa trasparenza dei criteri applicati dalle Commissioni e la compressione dei diritti di chi, pur in presenza di curricula solidi e riconosciuti, si vede respingere l’abilitazione senza una reale possibilità di comprendere le ragioni del diniego, la decisione del TAR ribadisce che le Commissioni ASN, pur operando in un ambito di discrezionalità tecnica, devono motivare in modo puntuale e intellegibile le proprie decisioni, dare conto dell’applicazione di tutti i criteri normativi previsti ed esplicitare perché, a fronte di indicatori e titoli ampiamente positivi, si giunga eventualmente a un giudizio negativo.
Il ricorrente è stato rappresentato e difeso dinanzi al Tar Lazio dall’avv. Francesco Americo della FLC CGIL.
Alla luce di questa decisione, la FLC CGIL Roma e Lazio continuerà a monitorare con attenzione lo svolgimento delle procedure di abilitazione scientifica nazionale.
L’accoglimento del ricorso conferma che è possibile e necessario opporsi, anche in sede giurisdizionale, a decisioni prive di adeguata motivazione e in contrasto con i principi di buon andamento, trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa; la FLC CGIL Roma e Lazio invita tutte le colleghe e tutti i colleghi che ritengano di trovarsi in situazioni analoghe a rivolgersi alle strutture territoriali del sindacato per una valutazione del proprio caso e per individuare insieme le azioni più opportune da intraprendere.
FLC CGIL Roma e Lazio