Assicurazione sanitaria integrativa: pubblicato il bando in scadenza il 5 marzo 2026

È stato pubblicato da Consip il bando di gara europea per l’affidamento del servizio di assicurazione sanitaria integrativa destinata al personale della scuola. La FLC CGIL conferma il proprio giudizio critico, legato all’incertezza sulle prestazioni che saranno effettivamente garantite a lavoratrici e lavoratori.

Per l’operazione il MIM ha previsto uno stanziamento complessivo di 320 milioni di euro per il quadriennio 2026-2029, pari a 80 milioni l’anno. Il servizio interesserà circa 1.250.000 addetti, tra docenti, personale educativo, Ata, dirigenti scolastici e dipendenti del Ministero. Sono inclusi anche i supplenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto o fino al termine delle attività didattiche.

La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 5 marzo 2026. Solo dopo tale data sarà possibile conoscere quale compagnia si aggiudicherà il servizio e quali saranno in concreto le prestazioni sanitarie garantite. Al momento, infatti, al di là delle dichiarazioni ministeriali che parlano di coperture ampie e articolate, il quadro resta poco definito.

Dal capitolato tecnico allegato al bando emergono tuttavia alcuni elementi: per la prevenzione odontoiatrica è previsto uno scoperto del 20% a carico del dipendente; per i grandi interventi chirurgici resta uno scoperto del 10% fino a 4.000 euro; il rimborso dei ticket del SSN è limitato a 100 euro annui, con uno scoperto del 30% e un minimo di 35 euro per pratica. Dati che contribuiscono ad alimentare perplessità sulla reale portata delle coperture.

La FLC CGIL ribadisce una valutazione complessivamente negativa dell’intera operazione. In primo luogo perché, diversamente da quanto sostenuto dal Ministro, non vi è stato un vero confronto sindacale: l’iniziativa è stata definita unilateralmente dall’Amministrazione, senza margini negoziali, motivo per cui il sindacato non ha sottoscritto l’accordo. Inoltre, a fronte di una platea così ampia, le risorse appaiono insufficienti a garantire le prestazioni attese e non costituiscono nuovi investimenti, ma derivano da tagli al funzionamento ordinario delle scuole. Il rischio concreto è quello di favorire il mercato assicurativo privato anziché rafforzare i servizi pubblici di sanità e istruzione.

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