British Council Italia: sciopero il 4 giugno. 108 lavoratrici e lavoratori rischiano il posto di lavoro

Comunicato Stampa FLC CGIL Roma e Lazio

Roma, 29/05/2026 – Giovedì 4 giugno 2026 la FLC CGIL Roma e Lazio scende in piazza assieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell’istituto British Council Italia per una nuova giornata di sciopero e protesta, che segue la prima del 21 maggio. Durante la giornata ci saranno manifestazioni in tutta Europa, in solidarietà con l’Italia, in difesa del vero valore del British Council nei vari paesi.

L’appuntamento è in piazza dei Santi Apostoli, Roma, alle ore 14.00.

Scioperiamo per difendere il lavoro, ma soprattutto la cultura e la presenza del British Council in Italia.

Lo scorso 11 maggio 2026 la Direzione del British Council ha avviato una procedura di licenziamento collettivo a danno di 108 dei 130 dipendenti delle Sedi italiane di Napoli, Roma e Milano, cancellando di fatto ogni attività di insegnamento della lingua inglese e di certificazione linguistica nel nostro Paese. Le ragioni della procedura di licenziamento risiedono nella condizione di dissesto finanziario dell’istituto. Durante la pandemia, infatti, il British Council ha contratto un debito di 200 milioni di sterline col governo britannico e gli interessi del prestito pesano con forza sui conti del British Council.

Tuttavia il British Council non nasce come attività economica e per queste ragioni opera da sempre in regime fiscale agevolato. Per questo la FLC CGIL individua nella decisione contestata una scelta politica: il tradimento di un accordo che risale al 1951 tra il nostro governo e quello inglese, che causerà l’interruzione di una proficua collaborazione culturale e chiederà a lavoratrice e lavoratori di pagare il prezzo più alto.

Il 26 maggio u.s. si è tenuto il primo incontro tra la FLC CGIL, Rappresentanze Sindacali Aziendali CGIL e la Direzione del British Council. Durante la riunione il Direttore del British Council, unitamente ai due avvocati, hanno provato a “sostanziare” le ragioni che hanno portato a tutti questi licenziamenti. Ragioni finanziarie, organizzative e gestionali del paese di origine che appaiono come una definitiva chiusura di tutte le attività, piuttosto che una “ristrutturazione” dalla quale rilanciare il British Council.

La FLC CGIL ha chiesto il ritiro di tutti i licenziamenti e della procedura, così come è strutturata ad oggi, contestandone il merito, la natura discrezionale e politica, segnalandone anche la scorrettezza. Nonostante la richiesta sindacale sia stata respinta dalla Direzione del BC, è stata manifestata la disponibilità a proseguire nelle trattative e a ripresentare una nuova proposta scritta al prossimo incontro previsto per il 12 giugno: proposta che valuteremo in Assemblea coi lavoratori.

E’ dunque importante mantenere alta l’attenzione, scioperare e scendere in piazza per difendere e tutelare gli interessi dei lavoratori, ma anche per il rispetto degli accordi interculturali tra Paesi Europei.

La segreteria
FLC CGIL Roma e Lazio

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