A settanta giorni dalla firma dell’ipotesi di rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2025-2027, il personale di scuola, università, ricerca e afam non ha ancora ricevuto alcun beneficio economico legato all’accordo. A denunciarlo è la FLC CGIL, che evidenzia come oltre 1 milione e 300 mila lavoratrici e lavoratori siano ancora in attesa degli aumenti stipendiali e degli arretrati maturati.
Secondo il sindacato, l’ipotesi di rinnovo è ancora ferma presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una situazione che sta producendo un danno economico concreto per il personale del comparto, già messo in difficoltà dal costo della vita in aumento e dalla progressiva perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni.
Per la FLC CGIL, il ripetersi di questo stallo burocratico è inaccettabile. Il sindacato richiama la responsabilità politica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dell’intero Governo, chiedendo di completare rapidamente l’iter necessario per l’entrata in vigore del contratto e per il pagamento delle somme spettanti.
Le lavoratrici e i lavoratori dell’Istruzione e della Ricerca, conclude la FLC CGIL, non possono continuare a pagare il prezzo dei ritardi amministrativi. Per questo il sindacato chiede un intervento immediato affinché aumenti retributivi e arretrati vengano erogati nel più breve tempo possibile, senza ulteriori rinvii.