Gravissimo intervento delle forze dell’ordine al Liceo G.Bruno e al Liceo Amaldi. Scuola luogo di democrazia e non di repressione

Comunicato della FLC CGIL Rieti - Roma Est - Valle dell'Aniene

Esprimiamo profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto oggi al Liceo Giordano Bruno, nella sede di via delle Isole Curzolane, dove le forze dell’ordine sono intervenute durante un’occupazione studentesca, arrivando a condurre in commissariato alcune studentesse e alcuni studenti.

Riteniamo gravissimo che di fronte alla mobilitazione di ragazze e ragazzi, che scelgono di esprimere attraverso la protesta le proprie istanze, la risposta possa essere quella dell’intervento delle forze dell’ordine e dell’intimidazione.

Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. Già sabato scorso, agli studenti del Liceo Amaldi sarebbe stato impedito di partecipare ai cortei attraverso perquisizioni preventive. Episodi che, se confermati nelle modalità denunciate, delineano un clima preoccupante, nel quale la partecipazione e il protagonismo delle giovani generazioni vengono affrontati sempre più spesso come problemi di sicurezza anziché come espressioni di democrazia.

La scuola pubblica deve essere innanzitutto un luogo di formazione, confronto, partecipazione e democrazia. Il dissenso degli studenti non può essere trattato come una questione di ordine pubblico, né la repressione può sostituire il dialogo e l’ascolto.

In queste settimane, in numerosi istituti romani, le studentesse e gli studenti stanno dando vita a mobilitazioni che interrogano il mondo della scuola e le istituzioni sul loro futuro, sulle condizioni dell’istruzione pubblica e sulle scelte politiche che riguardano le nuove generazioni. A queste domande occorre rispondere con il confronto, non con le minacce o con le denunce.

Come FLC CGIL siamo convinti che l’esercizio della partecipazione democratica, anche attraverso forme di protesta, rappresenti un elemento fondamentale della crescita civile e politica delle giovani generazioni. Le istituzioni scolastiche hanno il compito di educare alla cittadinanza e al pensiero critico, non di scoraggiare il dissenso.

Esprimiamo la nostra solidarietà alle studentesse e agli studenti del Giordano Bruno e dell’Amaldi e alle loro famiglie, chiedendo che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Chiediamo inoltre che si interrompa ogni tentativo di criminalizzare le mobilitazioni studentesche e che venga garantito il diritto delle ragazze e dei ragazzi a manifestare liberamente e pacificamente le proprie idee.

La scuola non è una caserma. Le studentesse e gli studenti non sono un problema di ordine pubblico. La democrazia si insegna soprattutto praticandola.

Fabrizio Stocchi, Segretario generale FLC CGIL Rieti – Roma Est – Valle dell’Aniene

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