INAIL e CIE 2025: accordo chiuso tra ripensamenti e ritardi, a pagarne il prezzo è il Settore Ricerca.

Le risorse della Legge di Bilancio 2023 arrivano finalmente ai lavoratori, ma l’esclusione di FLC CGIL e FGU ANPRI ha prodotto ricadute negative sul personale.

Si conclude finalmente il complesso iter legato al Contratto Integrativo di Ente (CIE) 2025 dell’INAI. Nel corso delle trattative, FLC CGIL e FGU ANPRI hanno partecipato in modo costruttivo e responsabile, sostenendo fin dall’inizio la necessità di chiudere rapidamente l’accordo. L’obiettivo era chiaro: evitare ulteriori danni ai lavoratori, considerando che le risorse straordinarie erano riferite agli anni 2024 e 2025. Grazie alle continue sollecitazioni e al lavoro svolto durante le numerose riunioni tecniche, l’amministrazione ha proceduto a due scorrimenti delle graduatorie previste dagli articoli 53 e 54, garantendo un utilizzo corretto dei fondi destinati al personale IV-VIII livello.

Tuttavia, i ripetuti rinvii da parte dell’amministrazione sulla firma definitiva dell’accordo, formalmente chiuso solo il 18 dicembre con un’ultima modifica, hanno portato a una situazione paradossale. Era infatti già noto che dal 23 dicembre la FLC CGIL non avrebbe firmato il CCNL 2023-2025, e che dal giorno successivo non avrebbe potuto sottoscrivere alcun CCNI. Inoltre, le modifiche peggiorative introdotte nel verbale d’intesa – con la scomparsa di importanti tutele, soprattutto per ricercatori e tecnologi – hanno spinto anche FGU ANPRI a non firmare il CIE, come chiarito nella nota a verbale allegata.

Le resistenze e i rallentamenti messi in atto durante la trattativa, insieme a richieste giudicate inaccettabili (come l’aumento dell’indennità di responsabilità da 500 a 700 euro mensili), hanno prodotto effetti concreti e negativi per i lavoratori. In particolare:

  • le risorse straordinarie previste dalla Legge di Bilancio 2023 saranno erogate con un mese di ritardo;
  • non ci sarà alcun adeguamento all’inflazione per le indennità di trasporto strumenti e accesso;
  • Ricercatori e Tecnologi resteranno esclusi dagli incarichi di responsabilità anche nel 2026, mentre le indennità per la direzione di Dipartimenti Centrali, UOT, Laboratori e Sezioni continueranno ad avere importi irrisori, soprattutto se confrontati con quelli riservati esclusivamente al personale di IV e V livello, una situazione unica nel panorama INAIL;
  • il personale IV-VIII livello rischia nel 2026 di non beneficiare dell’aumento dell’indennità di ente, di non vedere istituite nuove indennità legate al merito e alle reali responsabilità, e di subire ulteriori tagli al fondo accessorio per finanziare indennità di responsabilità gestite in modo autoreferenziale e scollegato dall’organizzazione reale del lavoro.

Resta forte il rammarico per i lavoratori, ai quali va l’invito a continuare a sostenere l’azione sindacale, affinché situazioni simili non si ripetano e vengano applicati correttamente tutti gli istituti contrattuali del Settore Ricerca anche all’interno dell’Ente. Solo così sarà possibile garantire equità, trasparenza e valorizzazione reale delle competenze.

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