INFN: no al disciplinare il lavoro a distanza, no alla sottoscrizione di contratti modificati al di fuori delle legge, no al contratto di ricerca come lavoro parasubordinato

INFN
Nonostante avanzamenti verso la sottoscrizione degli accordi sul 310 C, rimangono forti elementi di contrasto sulla interpretazione di leggi e di importanti istituti contrattuali da parte dell'INFN.

Il 25 settembre 2025 si è svolto un nuovo incontro di trattativa tra INFN e organizzazioni sindacali, durante il quale sono emersi alcuni punti di avanzamento ma anche forti divergenze su temi cruciali, in particolare lavoro a distanza, salario accessorio e contratto di ricerca.

Sul fronte del CCNI fondo 310 c), grazie alle note esplicative richieste da Funzione Pubblica e Mef, si intravede la possibilità di una firma definitiva entro poche settimane. Questo consentirebbe la liquidazione delle spettanze già entro dicembre e un rapido avvio delle procedure per il 2024 e 2025. Restano invece tensioni sul CCNI salario accessorio 2022-2023, dove l’INFN ha tentato di introdurre modifiche non condivise: trasformare l’indennità oneri specifici in una voce individualizzata legata ad attività aggiuntive e condizionare i passaggi di fascia dei ricercatori a valutazioni supplementari. La FLC CGIL e le altre sigle hanno respinto compatte la proposta, ritenendola contraria alle norme e agli accordi già sottoscritti.

Un altro punto critico riguarda la polizza sanitaria: l’assicurazione attuale è stata disdetta, ma prorogata di sei mesi per permettere una nuova gara. La FLC CGIL ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico per garantire tutele migliori per dipendenti e famiglie, evitando periodi di scopertura.

Ampio dissenso anche sul disciplinare del lavoro a distanza. L’INFN limita il lavoro agile al 20% (quando la legge consente fino al 49,9%) e non prevede più il telelavoro. Inoltre, restringe l’uso del coworking alle sole sedi satellite e mantiene forti vincoli sul lavoro agile straordinario. Per la FLC CGIL si tratta di un’impostazione inaccettabile: il sindacato chiede il ritiro del testo e una riscrittura condivisa, che rispetti la normativa vigente e i diritti dei lavoratori.

Sul tema della rappresentanza, resta aperta la questione degli accordi RLS: l’amministrazione deve inserire subito i nominativi indicati dalle RSU nelle piattaforme dedicate, come previsto dal Testo Unico sulla sicurezza. Intanto, si attende la certificazione dei fondi per l’anticipo di fascia di ricercatori e tecnologi, tema che sarà affrontato nella prossima trattativa.

Infine, la FLC CGIL ribadisce la netta contrarietà al disciplinare sul contratto di ricerca, che l’INFN continua a collocare nel lavoro parasubordinato. Una recente circolare INPS conferma invece che contratto di ricerca e post-doc appartengono pienamente all’ambito del lavoro subordinato. Per il sindacato è quindi urgente ritirare il disciplinare, adeguare i contratti già attivi e riconoscere a queste figure i diritti contrattuali previsti dal CCNL Ricerca.

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