Con i decreti 403 e 404 del 12 marzo 2026, il Ministero ha ufficializzato numeri e distribuzione dei posti per il secondo ciclo dei percorsi abbreviati di specializzazione sul sostegno. Si tratta di corsi telematici, organizzati dalle università e pensati per integrare l’offerta già proposta da INDIRE, ampliando così le opportunità per gli aspiranti docenti.
Per i candidati con almeno tre anni di servizio sul sostegno nello stesso grado scolastico, maturati in un arco di otto anni, sono stati destinati 19.200 posti negli atenei. A questi si affiancano 10.800 posti gestiti da INDIRE, suddivisi tra infanzia, primaria e secondaria. Una ripartizione equilibrata tra i vari livelli scolastici, pensata per rispondere alle esigenze concrete del sistema educativo.
Diverso il discorso per chi possiede un titolo estero e ha rinunciato alla procedura di riconoscimento nei tempi previsti. In questo caso, sono previsti circa 3.000 posti nelle università e ulteriori 4.000 posti nei percorsi INDIRE, distribuiti equamente tra i diversi gradi scolastici. Il Ministero ha però chiarito che la suddivisione è indicativa, sottolineando che l’accesso sarà garantito a tutti i candidati in possesso dei requisiti richiesti.
Nel frattempo, sono state attivate anche le funzioni per presentare domanda di iscrizione ai percorsi INDIRE relativi al secondo ciclo, previsti dal DM 26 del 16 febbraio 2026. La procedura si svolge online, attraverso una piattaforma dedicata disponibile sul sito ufficiale. Le candidature possono essere inoltrate a partire dal 13 marzo fino alle ore 13:00 del 20 marzo 2026, rispettando una finestra temporale ben definita.
Sempre sul portale INDIRE sono consultabili tutti i bandi ufficiali, utili per conoscere nel dettaglio requisiti e modalità di accesso. Un passaggio fondamentale per i candidati, che possono così preparare la propria domanda in modo consapevole e completo.
Le università, inoltre, avranno la possibilità di organizzare i corsi anche in forma intensiva. La durata minima può scendere fino a tre mesi, consentendo ai partecipanti di conseguire rapidamente il titolo di specializzazione. Una soluzione pensata per accelerare i tempi, soprattutto in vista dell’aggiornamento delle graduatorie per le supplenze.
Non mancano però le critiche su questo modello. Secondo la FLC CGIL, infatti, la riduzione dei tempi rischia di compromettere la qualità della formazione, incidendo sulla preparazione dei futuri docenti di sostegno. Una posizione netta, che riaccende il dibattito sull’equilibrio tra rapidità e qualità nel percorso formativo.
