Con il via libera del Consiglio dei Ministri si conclude l’iter previsto dalla normativa per il CCNL 2022-2024 dell’Area Istruzione e ricerca. Per la FLC CGIL, però, è ora indispensabile avviare senza ulteriori ritardi il confronto per il rinnovo del contratto 2025-2027.
Nella seduta di ieri, il Governo ha autorizzato il parere favorevole sull’ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritta l’11 maggio 2026. L’accordo riguarda tutto il personale dirigente dell’Area Istruzione e ricerca, comprendendo dirigenti scolastici, dirigenti delle Università, degli Enti pubblici di ricerca e dell’AFAM.
Si avvicina così la firma definitiva del contratto, che arriva dopo un ritardo più volte giudicato inaccettabile dalla FLC CGIL rispetto al triennio di riferimento. Concluso questo passaggio, il sindacato ritiene prioritario aprire subito la trattativa per il CCNL 2025-2027, affrontando le questioni ancora irrisolte, a partire dall’equiparazione con la restante dirigenza pubblica, ormai non più rinviabile.
Per quanto riguarda la dirigenza scolastica, la FLC CGIL indica come priorità la piena tutela della mobilità interregionale, che non ha ancora raggiunto il 100% dei posti vacanti e disponibili. Il sindacato chiede inoltre regole più uniformi e trasparenti per l’applicazione del lavoro agile e la piena applicazione degli istituti contrattuali già previsti, tra cui: ferie solidali, mentoring e organismo paritetico per l’innovazione.
Infine, la FLC CGIL ritiene necessario che il prossimo contratto ripristini l’informazione a livello degli Uffici scolastici regionali sugli esiti della valutazione e sui dati relativi a pensionamenti, disponibilità per assunzioni e mobilità interregionale, così da garantire maggiore trasparenza e un confronto sindacale più efficace.