Riforma dell’istruzione tecnica: la FLC CGIL proclama lo stato di agitazione

comunicato stampa
Permangono forti criticità legate alla riforma, con il rischio concreto di riduzione dei posti di lavoro e ricadute negative sull’intero sistema scolastico.

La FLC CGIL ha deciso di proclamare lo stato di agitazione nel comparto Istruzione e Ricerca, settore scuola – personale degli Istituti Tecnici – avviando contestualmente le procedure di raffreddamento e richiedendo il tentativo di conciliazione, secondo quanto previsto dall’articolo 11 dell’accordo sui servizi pubblici essenziali del 2 dicembre 2020, in attuazione della legge 146/90. Una scelta che nasce dalla mancanza di risposte concrete e dalla necessità di aprire un confronto reale.

Con questa iniziativa il sindacato chiede il rinvio dell’applicazione della riforma degli Istituti tecnici, alla luce delle numerose criticità segnalate dalle scuole. In particolare, si evidenzia una riduzione significativa di ore e insegnamenti, sia nelle discipline di base sia in quelle professionalizzanti, con effetti diretti sulla qualità della didattica e sul lavoro del personale. Tra le materie più penalizzate nel settore economico figurano geografia e lingue straniere, mentre nel settore tecnologico si registrano tagli rilevanti nelle scienze sperimentali e nella tecnologia e rappresentazione grafica. Riduzioni che coinvolgono anche discipline fondamentali come diritto, economia ed altre materie tecniche.

Questi interventi rischiano di compromettere l’equilibrio dell’offerta formativa e di produrre una contrazione degli organici, colpendo sia docenti sia personale ATA. Una situazione che, secondo la FLC CGIL, rende necessario fermare il processo e avviare una riflessione più ampia sull’impatto complessivo della riforma.

Il sindacato resta ora in attesa della convocazione, entro tre giorni lavorativi, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’avvio del tentativo di conciliazione, come previsto dalle procedure. Nel frattempo, viene confermata l’estensione dello stato di agitazione a tutto il personale degli Istituti Tecnici, inclusa la dirigenza scolastica dell’Area Istruzione e Ricerca.

Il comunicato stampa

Roma, 1 aprile – “Proclamiamo lo stato di agitazione nel Comparto Istruzione e Ricerca per richiedere il rinvio dell’applicazione della riforma degli istituti tecnici. Riforma che riteniamo dannosa e non necessaria”. È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

“Da tempo, infatti – continua il sindacato di categoria –, denunciamo le pesanti criticità segnalate dagli istituti coinvolti riguardo il taglio di ore di numerosi insegnamenti, sia di cultura generale sia di più specifica caratterizzazione professionale, con gravissime ricadute sulla qualità della didattica, sul lavoro della docenza e più in generale sulla riduzione di posti di lavoro per il personale scolastico”.

“Quella degli istituti tecnici è una riforma di cui nessuno avverte il bisogno e che sconta l’assenza di un decreto ministeriale sulle classi di concorso e di linee guida per governare la fase di transizione. Chiediamo al ministro Valditara di fermarsi e ribadiamo la necessità dello slittamento dell’avvio della riforma all’anno scolastico 2027/2028, anche al fine di avviare un serio ripensamento sulla proposta di riordino”. Conclude la nota

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