Pubblichiamo di seguito la lettera unitaria inviata al Presidente Draghi COMINT Spazio e Aerospazio in merito alla recente decisione di affidare direttamente ad ESA (European Space Agency) la gestione di una quota rilevante di fondi del PNRR.
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Roma, 6 dicembre 2021

Al Presidente del Consiglio Dr. Mario Draghi
Autorità politica presiedente il COMINT

Al Ministro Dr. Vittorio Colao,
Autorità politica delegata presiedente il COMINT

Ai membri del COMINT (Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale)
c/o Consigliere Militare del Presidente del Consiglio in qualità di Segretario del COMINT
 

Oggetto: Accordo con l’ESA per la gestione delle attività nazionali afferenti al PNRR

Gentile Presidente del Consiglio, gentile Ministro Colao, gentili membri del COMINT, abbiamo appreso da recenti notizie di stampa, confermate poi dal Presidente ASI Saccoccia in un incontro con le rappresentanze sindacali dell’ente stesso, di accordi che il Ministro Colao ha preso con il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per assegnare a quest’ultima la gestione di parte delle attività nazionali afferenti al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) italiano. Tale accordo, come da comunicato ASI del 2 dicembre u.s., è stato poi approvato nella 15° seduta del Comitato il 1 dicembre u.s. con la previsione del supporto tecnico-amministrativo dell’Agenzia Spaziale Europea, per quanto riguarda i programmi relativi al settore dell’osservazione della terra e dell’accesso allo spazio, per un importo complessivo di circa 1,3 mld di euro.

Vogliamo con la presente esprimere le nostre perplessità per questa decisione del COMINT che come riportato nel comunicato pubblicato in esito alla riunione – consentirebbe di “posizionare l’Italia al centro delle politiche europee di sviluppo industriale in ambito spaziale e consolidare la leadership italiana nello sviluppo dei lanciatori e nell’osservazione della terra, facendo del Centro ESRIN di Frascati un polo di eccellenza e di aggregazione europeo in quest’ultimo settore [… con] l’obiettivo di garantire la migliore efficacia ed efficienza nel soddisfacimento delle sfidanti scadenze imposte dalla Commissione Europea”.

Le nostre perplessità si fondano su svariati argomenti che nel seguito elenchiamo brevemente.

  • il centro ESRIN è dell’ESA e non è una istituzione italiana;
  • per la gestione dei circa 1,3 mld di euro verranno versati all’ESA, per sostenere i suoi costi interni (hoverhead), circa 80 milioni di euro dai fondi del PNRR, utilizzati per finanziare direttamente ESA;
  • per operare in alcuni settori strategici strettamente connessi alla sicurezza nazionale l’ESA dovrà comunque fare ricorso all’ASI e ad altre istituzioni italiane;
  • ESA assumerà personale, secondo le sue procedure, con stipendi mediamente pari ad almeno 2 volte quelli italiani e senza garanzia che tale personale sia italiano;
  • il finanziamento ordinario di ASI, dal FOE-MUR, è per l’85 % già versato direttamente a ESA per progetti comuni a livello europeo;
  • l’ESA segue procedure di affidamento dei contratti difformi, oltre che a quelle italiane del codice degli appalti, a quelle della UE e temiamo che un possibile parere negativo della Commissione Europea alla fine esponga il nostro Paese al rischio di non poter ottenere i relativi fondi del PNRR.

Ci preoccupa, infine, il fatto che un organismo internazionale debba ricevere un ammontare così elevato di denaro (destinato al PNRR italiano e che il nostro paese dovrà rimborsare pagando un interesse per almeno due terzi della cifra) da utilizzare per i suoi fini interni, tra cui anche il reclutamento, che, come prevede la Convenzione istitutiva dell’ESA, verrà realizzato coinvolgendo tutti i suoi Stati Membri pro quota. Uno degli obiettivi del PNRR è la Ripresa del Paese, che non può che basarsi anche sul dedicare risorse economiche per la crescita occupazionale che, con questa operazione, si depaupererà di 80 milioni di euro di investimenti che saranno invece destinati ad un organismo internazionale come l’ESA per i suoi esclusivi usi interni.

Il nostro Paese, che terzo al mondo – dopo Stati Uniti e Unione Sovietica – a inviare nello spazio con un proprio team di lancio un satellite per la ricerca scientifica (con il progetto San Marco), ha tutte le competenze e capacità per poter gestire direttamente tali fondi, con la sua rete di enti pubblici di ricerca, Università e l’Agenzia Spaziale Italiana istituzionalmente preposta a fornire, su richiesta, a soggetti pubblici e privati, tecnologie, servizi di consulenza, di ricerca e di formazione, nonché supporto ed assistenza tecnica in campo spaziale e aerospaziale (art. 3, comma 1, lett. h del decreto legislativo n. 128 del 2003).

Tutto ciò premesso, ci sfugge quale possa essere stato l’interesse nazionale che ha motivato questa scelta e siamo certi che essa possa essere rivista e reindirizzata interamente verso lo sviluppo del nostro Paese per la piena realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostenendo pienamente il settore spaziale e aerospaziale nella sua interezza.

Si ringrazia per l’attenzione e si resta in attesa di un Vostro cortese riscontro.

FLC CGIL – FSUR CISL Settore Ricerca – Fed. UIL Scuola RUA
SNALS Confsal – FGU Dip. Ric.