“Sulla prevista demolizione del palazzo della Ex RTS in via Parboni, già da giugno avevamo segnalato i possibili rischi. Il palazzo è adiacente a quello di via Ippolito Nievo, dove sono presenti molti uffici pubblici, fra cui l’ANVUR – agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca -, l’INVALSI e l’Ufficio centrale del Bilancio del MIUR”, segnalano in una nota la Fp Cgil e la FlC Cgil di Roma e Lazio.

Da subito questi lavori hanno spaventato residenti, lavoratori, genitori e bambini della vicina scuola: una demolizione a cielo aperto, senza protezione dalle polveri pesanti e sottili, senza certezza che non contenessero ancora amianto dopo una bonifica, e con vibrazioni potentissime simili a scosse di terremoto che venivano avvertite negli uffici del palazzo di via Nievo. L’amministrazione ha rassicurato i lavoratori e le Organizzazioni sindacali che le carte erano in regola, i permessi fatti, che i sopralluoghi dei preposti alla sicurezza, RSPP e dei Vigili del fuoco in tre diverse date non avevano riscontrato riscontrato anomalie”, continuano.

Dall’amministrazione abbiamo ricevuto rassicurazioni sulla correttezza di tutte le procedure preliminari e in corso di esecuzione dei lavori, comunicando che dai sopralluoghi dei preposti alla sicurezza, RSPP e vigili del Fuoco, non erano emerse anomalie. Sono state interdette alcune stanze, ma i lavoratori hanno continuato ad essere rassicurati che potevano stare nello stabile, pur denunciando disagi respiratori e forti tremori, vedendo calcinacci cadere di continuo.

Oggi il grave incidente: i demolitori hanno letteralmente strappato un muro nella stanza del Direttore dell’INVALSI, ad un piano elevato, e i lavoratori sono stati fatti evacuare di corsa dall’edificio. Di certo non potranno rientrare a lavorare nel palazzo. Come Fp Cgil abbiamo ottenuto fin da giugno modalità di lavoro a distanza per l’ANVUR, a cui non tutti i lavoratori, rassicurati, hanno ritenuto di aderire. La più grave sottovalutazione infatti è legata ai controlli: si è certificata la regolarità e la rispondenza alle norme, di fatto contraddetta dall’evidenza dei fatti. Si è cercato di rassicurare i lavoratori mentre i rischi erano già evidenti. La salute e sicurezza dei lavoratori deve essere al primo posto, per chi è nel cantiere e per chi lavora negli uffici limitrofi. Non è accettabile che i datori di lavoro, pubblici e privati, non prestino la dovuta attenzione alla messa in sicurezza e alla tutela della salute e della vita dei lavoratori e delle lavoratrici, in particolare in situazioni complesse come questa. Le Rsu Cgil, la Fp Cgil, la Flc e le Rsu Flc condividono le ragioni della protesta e in assenza di una inversione di tendenza da parte delle autorità competenti annunciano iniziative di mobilitazione a tutela della salute pubblica dei lavoratori e dei cittadini.