All’interno del confronto tra FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA e SNALS CONFSAL e FORMA e CENFOP per il rinnovo del CCNL della formazione professionale scaduto nel 2013 si era da tempo avvertita la necessità di attivare un confronto con le Regioni e con il Ministero del Lavoro per affrontare alcuni nodi critici per garantire un’offerta d’istruzione e formazione professionale di qualità e a parità di condizioni su tutto il territorio nazionale dopo la regionalizzazione della gestione della  formazione professionale voluta con la riforma del Titolo V della Costituzione. Le differenti caratteristiche socio economiche delle Regioni senza un forte coordinamento istituzionale hanno prodotto forti differenze territoriali con una difficile gestione delle attività formative sul diritto allo studio e sul versante contrattuale; nei mesi scorsi le categorie sindacali e le associazioni datoriali avevano già incontrato la Presidente della IX Commissione del Coordinamento delle Regioni sulle emergenze dovute alla pandemia.

Per queste ragioni con una lettera congiunta le Confederazioni CGIL, CISL e UIL, delle categorie FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS CONFSAL e le associazioni datoriali FORMA e CENFOP hanno chiesto un incontro al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando sulle seguenti criticità:

  • adeguare i riconoscimenti economici riservati alla IeFP, molto distanti da quelli che caratterizzano la scuola, e garantire che sia riconosciuto un parametro minimo adeguato in tutte le Regioni. Tale riconoscimento economico da parte di tutte le Regioni, che potranno comunque incrementarlo, è fondamentale anche per rendere possibile un adeguamento salariale in sede di rinnovo contrattuale sostenibile allo stesso modo dagli Enti nelle diverse realtà territoriali. Anche le UCS o i voucher che finanziano le altre tipologie formative e i servizi per il lavoro devono essere rivisti, garantendo che sia riconosciuto un parametro minimo adeguato in tutti i territori; 
  • assumere che per tutta la formazione finanziata con fondi pubblici, e soprattutto per la formazione ordinamentale (IeFP, IFTS), sia obbligatorio per poter essere accreditati applicare il CCNL della FP firmato delle scriventi Organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative. Ciò a garanzia della qualità della formazione e al fine di creare maggiore unitarietà e riconoscibilità di questo settore strategico, evitando fenomeni di dumping con effetti distorsivi nei sistemi regionali.  

Le richieste sono state argomentate nel documento “Formazione Professionale nelle istituzioni formative accreditate: situazione attuale e prospettive, anche in vista del rinnovo del CCNL” di più ampio respiro sul sistema formativo e dei servizi per il lavoro, strategico nell’attuale periodo di transizione europea e globale.