La tabella comparativa che abbiamo elaborato vuole fornire un quadro chiaro del rapporto tra insegnanti abilitati presenti nelle graduatorie, domanda e quindi capacità di assorbimento di nuovi insegnanti da parte delle scuole e posti attivati nell’ambito del TFA, il nuovo percorso abilitante istituito dal ministro Gelmini e le cui prove preselettive dovrebbero partire già a giugno.

DALL’ANALISI COMPARATIVA REALIZZATA EMERGE CON CHIAREZZA COME LA PROGRAMMAZIONE DEI CORSI ABILITANTI NON ABBIA TENUTO CONTO DELLE REALI ESIGENZE DELLA SCUOLA, CON UN NUMERO DI NUOVE ABILITAZIONI IN ALCUNE CLASSI DI CONCORSO DELLA SCUOLA SECONDARIA ( ad esempio A017, A036, A037, A051, A052, A346) TOTALMENTE INGIUSTIFICATO RISPETTO ALLA DOMANDA (i casi più eclatanti vengono segnalati nella tabella con un colore diverso).

RISULTA INOLTRE EVIDENTE COME RISPETTO ALLE IMMISSIONI IN RUOLO E AGLI INCARICHI CONFERITI NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO (MEDIA) CI SIA UN’ATTIVAZIONE DI POSTI NETTAMENTE INFERIORE.

QUESTA DISCREPANZA TRA SCUOLA SECONDARIA DI I E II GRADO CONTINUA AD ALIMENTARE UN SISTEMA SQUILIBRATO: DOVE NELLE SCUOLE SECONDARIE DI I GRADO SI FINISCE PER RICORRERE AL RECLUTAMENTO DI INSEGNANTI NON ABILITATI; VICEVERSA NELLA SECONDARIA SUPERIORE GLI ABILITATI ECCEDONO AMPIAMENTE I POSTI DISPONIBILI, AL PUNTO DA RENDERE LUNGHISSIMI I TEMPI DI ASSORBIMENTO DEL PRECARIATO.

Il quadro qui fotografato è anche il prodotto di una politica di tagli alla scuola, che ha trovato il suo apice con la legge 133 del 2008 (Governo Berlusconi, Ministro Gelmini). I tagli e le riforme dei quadri orari hanno inciso sul quadro complessivo, andando ad indebolire le classi di concorso già sofferenti e in particolare il settore delle discipline umanistiche della scuola secondaria.

L’intento di questo lavoro non è dunque quello di legittimare i quadri organici impoveriti da tagli e “controriforme”, né quello di mettere in discussione l’attivazione di percorsi abilitanti per accedere alla professione docente. L’obiettivo è invece quello di segnalare che l’attivazione dei percorsi abilitanti deve tenere conto degli ordini di scuola e delle classi di concorso che presentano una maggiore richiesta di insegnanti. L’attivazione dei posti per il TFA non può derivare la logiche arbitrarie, che ostacolano l’incontro tra domanda e offerta e schiacciano le scelte sugli interessi degli Atenei, interessati a trarre profitto dalle esose tasse pagate dagli abilitandi.

Il contingente dei posti del TFA, così come ripartito nel decreto n. 31/2012 del Miur alimenta false speranze per giovani neolaureati e insegnanti in attesa di abilitarsi, scatenando una “guerra tra poveri” con gli insegnanti che hanno già conseguito un’abilitazione e si trovano nelle graduatorie.

Per una corretta lettura della tabella:

  • L’alto numero di iscritti in alcune classi di concorso come la A050 MATERIE LETTERARIE (italiano) è dovuto al meccanismo delle “abilitazioni a cascata”, per cui chi si è abilitato nelle classi A051 e A052 lo è anche nella A050, ed è inserito in quella graduatoria con un punteggio inferiore. In questo quadro, oltre a dare rilievo al numero degli iscritti in una graduatoria, è molto importante osservare il posto dell’ultimo insegnante che ha avuto un incaricoe il suo punteggio. Più il punteggio dell’ultimo incaricato è alto, meno si lavora su quella classe di concorso. Quindi, per restare all’esempio precedente, si lavora di più nella classe di concorso A050 (ultimo incaricato 33 punti), che non nella A052 (ultimo incaricato 144 punti), anche se il numero degli iscritti in quest’ultima graduatoria è inferiore.
  • I dati relativi alle immissioni in ruolo tengono conto di entrambi i canali di accesso attualmente in vigore: LE GRADUATORIE DELL’ULTIMO CONCORSO E LE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO.

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