La FLC CGIL chiede alla Ministra di aprire urgentemente il confronto con le Organizzazioni Sindacali al fine di individuare soluzioni condivise, necessarie alle scuole per affrontare la fase dell’emergenza

 

Nella totale incertezza sui tempi e sulle modalità della fine dell’emergenza e della riapertura delle scuole, si impone una accelerazione nel definire proposte concrete per traguardare la fine di questo anno scolastico e la riapertura del prossimo.

Diversi sono gli scenari possibili nei prossimi mesi, da un improbabile rientro a scuola in tempi più o meno rapidi a una situazione emergenziale prolungata, con la sospensione delle attività fino alla fine dell’anno.

Si tratta di una condizione di disorientamento per milioni di studenti e di famiglie, in assenza di indicazioni chiare sulle conseguenze che si determineranno a seconda dell’ evolversi della situazione epidemiologica.

La sospensione delle lezioni “in presenza”, che in molti territori si protrae dal 22 febbraio, richiede comunque di fare il punto su quanto è stato messo in atto “a distanza” in queste settimane, fin dalla prima emergenza, e predisporre quanto occorrerà fare entro l’estate per garantire ai ragazzi la continuità e la validità del percorso formativo.

E’ chiaro a tutti che la trasformazione della relazione educativa comporta la necessità di rivedere scadenze, obiettivi, metodologie didattiche e, senza definire a priori che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, necessita di un orientamento generale che affidi ai docenti e agli organi collegiali l’individuazione dei nuclei fondanti delle discipline e dei saperi essenziali, definendo la cornice in cui collocare proposte didattiche qualificanti e praticabili nelle condizioni date.

Da qui la stringente necessità di procedere all’elaborazione di modelli di valutazione autenticamente formativi, spostando l’attenzione dalla quantificazione dei risultati alla descrizione dei processi, dai test agli strumenti qualitativi, tenendo conto per ciascun alunno delle condizioni dentro cui sta maturando l’esperienza, anche a distanza, e i risultati che con essa produce.

In questo contesto, partendo dal presupposto che ogni possibile soluzione deve fare riferimento ad alcuni principi non negoziabili, quali il diritto allo studio e la libertà di insegnamento, la sovranità degli organi collegiali nel sistema dell’autonomia scolastica, la salvaguardia dell’anno scolastico, riteniamo necessario un provvedimento specifico sul settore, che affronti le questioni più urgenti e offra alle scuole indicazioni che consentano di ottimizzare e coordinare gli interventi all’interno di una pianificazione anche temporale sulla base di elementi certi e concreti.

Validità dell’anno scolastico

  • Occorre precisare, dal punto di vista formale e normativo, i nuovi termini di validità dell’anno scolastico per quanto riguarda i giorni di lezione, il numero di assenze, i quadri orari disciplinari.

Calendario scolastico e termine delle attività

  • È necessario considerare, compatibilmente con l’evoluzione del contagio, una modifica del calendario scolastico che ne proroghi la scadenza, soprattutto per le classi terminali delle scuole secondarie di I e II grado. Ristabilire, anche per un breve periodo, la dimensione sociale dei percorsi scolastici rappresenta una necessità per quanto riguarda il conseguimento degli obiettivi cognitivi al termine di ciascun percorso di studi ma, soprattutto, ha un valore psicologico fondamentale in termini di rielaborazione collettiva e superamento della fase emergenziale.

Esami di Stato

  • Occorre procedere alla rimodulazione e alla riduzione del numero delle prove d’esame conclusive del I e del II ciclo di istruzione, tarandole in particolare sulla valutazione dei processi formativi. Per la scuola secondaria di II grado potrebbe essere opportuno riprogrammare le date degli esami, prevedendone comunque lo svolgimento entro la prima parte del mese di luglio. Sono da escludere le prove Invalsi e i PCTO tra i requisiti di ammissione

Continuità tra anni scolastici

  • per le classi “intermedie”, nella previsione della chiusura dell’anno scolastico secondo le scadenze stabilite, con o senza ripresa delle attività “in presenza”, occorre prospettare un’ammissione alle classi successive “a maglie larghe”, riconoscendo agli alunni un credito formativo da riscuotere nel prosieguo del percorso scolastico, eventualmente prevedendo la progettazione di moduli di recupero nel primo bimestre dell’a.s. 2020/2021

  • alla luce di quanto sopra, alla ripresa delle attività nell’a.s. 2020/21, il MI dovrà fornire alle scuole indicazioni e risorse utili per la predisposizione di interventi compensativi, attraverso la rimodulazione dei curricoli (importante il raccordo tra i diversi ordini di scuola), la flessibilità e l’ampliamento del tempo scuola, la proposta di modelli organizzativi che favoriscano recupero, potenziamento, sviluppo, necessari dopo la prolungata sospensione (articolazione delle attività a gruppi, individualizzazione, classi aperte, potenziamento, didattica laboratoriale).

A tale fine è necessario confermare, potenziare, stabilizzare gli organici e garantire la piena funzionalità didattica e organizzativa già dal 1° settembre.

La FLC CGIL chiede con forza alla Ministra di aprire urgentemente il confronto con le Organizzazioni Sindacali per individuare le soluzioni più idonee al proseguimento e alla conclusione dell’anno scolastico, nella convinzione che il positivo ripristino delle relazioni sindacali sia condizione necessaria per affrontare efficacemente la fase di questa straordinaria emergenza.