Comunicato stampa. Roma, 27 luglio – “Raggiungere la massima copertura vaccinale è una misura di sicurezza e un dovere civico che fin da subito abbiamo promosso, ma per avere davvero tutti in presenza a settembre servono risorse, spazi, interventi sul trasporto pubblico e misure straordinarie.” Così Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL a margine di una giornata apertasi con l’incontro MI – sindacati sul protocollo per la sicurezza e conclusasi con l’incontro delle parti sociali con il Ministro Bianchi in vista della riapertura a settembre.

“Il ministro Bianchi ha comunicato che siamo oltre l’85% di personale vaccinato, una stima che potrebbe essere al ribasso se si tiene conto che è ferma all’interruzione della corsia preferenziale per le lavoratrici e i lavoratori della scuola e che tanto personale si è vaccinato successivamente. Dovrà essere lo Stato a valutare l’eventuale obbligo vaccinale se ritiene questa percentuale insufficiente, ma non si scambi l’obbligo con la soluzione di tutti i problemi. Ci sono 8 milioni di studenti non vaccinati, un virus in continuo mutamento e il nodo dei trasporti completamente trascurato, servono serietà e prontezza nell’affrontare tutti gli scenari possibili. Ci aspettiamo su questo – aggiunge Sinopoli – delle indicazioni chiare da parte del CTS che finora non sono arrivate,e senza misure per garantire il distanziamento a settembre ci ritroveremo per forza a ricorrere alla didattica a distanza”.

“Sono mesi che lo ripetiamo: sul prossimo anno scolastico occorre confermare e potenziare le misure già previste per garantire la sicurezza, a partire dall’organico aggiuntivo ‘Covid’ necessario per sdoppiare le classi e garantire il distanziamento. Ma sul fronte delle risorse – sottolinea Sinopoli- dobbiamo registrare un chiaro disinvestimento da parte di questo governo. Basti pensare che sull’anno scolastico 2020/2021 per l’organico aggiuntivo erano previsti un miliardo e 850 milioni di euro, mentre per il prossimo anno sono previsti solo 350 milioni. L’eventuale eliminazione di questo personale aggiuntivo non va sottovalutata, rischia di costringere le scuole a ricomporre classi già sdoppiate l’anno scorso, in assenza di vaccinazione degli alunni e senza alcuna garanzia di distanziamento”.

“Il rientro in presenza non può diventare uno spot, non può essere soltanto evocato, ha bisogno di azioni concrete: non c’è più tempo, il governo investa sulla scuola in presenza” conclude Sinopoli.

Incontro con il ministro dell’Istruzione

L’intervento del ministro Patrizio Bianchi

Il ministro nella sua introduzione ha tenuto a ringraziare il personale della scuola che ha svolto, in condizioni difficili, il suo compito istituzionale con dedizione e impegno.

In modo particolare egli ha sottolineato che dai dati comunicati dal Commissario Figliuolo risulta l’85,5 % di vaccinazioni fra il personale scolastico a livello nazionale e forse anche una percentuale più alta dal momento che molti docenti e ata si sono vaccinati come semplici cittadini senza risultare nelle statistiche come lavoratori della scuola.

Anche gli alunni stanno dimostrando grande senso di responsabilità poiché è alto il numero delle richieste di vaccinazioni che stanno ricevendo i centri vaccinali.

Sul piano delle misure adottate dal Ministero il ministro Bianchi ha ricordato le risorse stanziate per il Piano estate, che sta funzionando, per l’organico aggiuntivo che ora continua come sostegno e recupero fino al 31 dicembre 2021, per spazi aggiuntivi, per i trasporti, per i dispositivi di sicurezza. Ha inoltre sottolineato come sia stato confermato l‘organico esistente nell’anno in corso anche per il 2021-22 benché siano diminuiti gli alunni frequentanti. Ora si tratta di andare avanti utilizzando al meglio le risorse che sono previste nel PNRR in termini di rafforzamento degli ITS, dell’edilizia scolastica, della formazione  reclutamento del personale, del dimensionamento delle scuole e  delle classi.

L’intervento del Segretario generale FLC CGIL Francesco Sinopoli

Il Segretario generale della FLC CGIL ha iniziato il suo intervento ricordandoil modo sbagliato e distorto con cui una parte della stampa, allineata ad una certa visione politica e culturale dell’establishment oggi facente parte del governo, ha riportato i dati INVALSI riferiti all’anno della pandemia nel momento in cui indica nei docenti i responsabili di un fallimento della scuola che sarebbero stati non all’altezza del compito incapaci come sono di farsi carico delle innovazioni che la tecnologia mette a disposizione. Una visione falsa che assolve le deficienze delle politiche dei governi e dei ceti dirigenti  per poter continuare a considerare la scuola non il centro e il volano della ripartenza del Paese ma come un centro di costo che semmai andrebbe ulteriormente tagliato.

Per quanto riguarda la ripartenza di settembre il Segretario Generale ha messo in guardia da un discorso semplicistico secondo cui, fatta la vaccinazione generale del personale della scuola – vaccinazione che noi auspichiamo e che se il Parlamento deciderà come obbligatoria non può che essere realizzata da tutto il personale – il problema della scuola a distanza è risolto. Non è così, perché non è difficile prevedere che il contagio in contesti di alta frequentazione umana come le scuole porrà comunque problemi di gestione: un contagio in una classe comporta quarantene, tracciamenti e tutto ciò che ne consegue.

Per questo occorre essere precisi nelle indicazioni: il documento del CTS da questo punto di vista non lo è, e lascia irrisolti problemi di gestione che non possono esser scaricati sulle spalle dei Dirigenti Scolastici e del personale. In questo quadro l’organico Covid, classi da sdoppiare, trasporti da potenziare, dispositivi di sicurezza da utilizzare, rimangono tutti sul tavolo e non possono essere abbandonati come misure surrogabili dalla vaccinazione del personale.

Infine, non possiamo non ricordare come la questione scuola, già nella fase della precedente compagine governativa, è stata posta come questione non del singolo ministero dell’istruzione ma dell’intero governo. Da qui è derivata la sottoscrizione di un “Patto per la scuola” firmato a Palazzo Chigi. Quel patto non lo si sta rispettando. O si rispettano i patti oppure la FLC Cgil non può che rivedere le proprie considerazioni sul posizionamento politico da assumere in questo nuovo contesto.

Nelle sue conclusioni il ministro ha assicurato che si farà portatore delle istanze avanzate dalla FLC CGIL e dalle altre Organizzazioni sindacali presso il Presidente del Consiglio in modo particolare sui temi contenuti nel Patto per la scuola.